C’è una cosa che abbiamo notato guardando video di cucina online e che all’inizio sembrava un dettaglio irrilevante, una di quelle cose che il cervello registra senza farci troppo caso, ma che una volta vista non riesci più a ignorare.
Non abbiamo iniziato a notarla nei piatti, nelle ricette, nelle tecniche. Abbiamo iniziato a notarla nei frigoriferi.
Perché se ci pensi è strano. Guardiamo ore di contenuti sul cibo, salviamo ricette, prendiamo ispirazione, immaginiamo di rifare cose che non rifaremo mai, ma raramente ci chiediamo dove finiscono davvero tutti quegli ingredienti una volta spenta la videocamera.
E allora ci siamo fatti una domanda molto semplice e sorprendentemente scomoda “apriresti davvero il frigorifero di una food influencer?”
Non per curiosità morbosa o per controllare. Per capire. Perché il frigorifero, secondo noi, è il punto in cui finisce il personaggio e inizia la vita vera. Puoi scegliere il tavolo, l’inquadratura, la musica, puoi decidere di mostrarti spontanea mentre in realtà hai rifatto la stessa ripresa sei volte, ma il frigorifero è diverso.
Il frigorifero è il luogo in cui si accumulano le intenzioni, è dove finiscono le fasi della vita. Il periodo in cui mangiavi sano, facevi meal prep, fermentazioni o usavi solo ingredienti freschi.
Il frigorifero è un museo personale. Per questo ci ha sempre colpito il fatto che nei video sembri esistere una categoria di frigoriferi completamente diversa da quella che abbiamo visto nelle case vere. Il frigorifero della persona che cucina online è quasi sempre perfetto in un modo sospettosamente preciso.
Non è solo ordinato. È narrativo, ogni cosa sembra comunicare un messaggio. Le verdure sono già lavate, i contenitori sono tutti uguali, le erbe aromatiche sembrano avere un piano pensionistico.
Non esistono confezioni aperte male, quel vasetto comprato con entusiasmo che poi nessuno ha più toccato, il limone che ormai non è più un limone ma nessuno vuole affrontare l’argomento.
Tutto comunica una sola cosa: io ho il controllo. Ed è qui che secondo noi nasce il fascino, non guardiamo quei frigoriferi pensando davvero “che bella lattuga” , li guardiamo e pensiamo “questa persona ha capito qualcosa che io non ho ancora capito”.
Perché tutti noi abbiamo un frigorifero reale, quello che apri alle 20 quando hai fame e ci trovi tre salse aperte contemporaneamente senza un motivo preciso, una ciotola coperta con la pellicola che ormai non contiene più cibo ma una responsabilità emotiva.
Questa cosa ci ha fatto pensare.
Forse il successo del food online non dipende solo dal cibo, ci piace guardare quelle cucine perché sembrano promettere una vita più semplice, una vita in cui sai sempre cosa cucinare, finisci tutto quello che compri, in cui niente scade.
Immaginiamo di arrivare davvero a casa di una food influencer e ci dica “apri pure il frigo” sperando di trovare qualcosa di umano, di trovare una confezione aperta male, una salsa dimenticata, un avanzo.
Sarebbe rassicurante. Vorrebbe dire che anche lì dentro esiste una persona vera, una che ogni tanto non ha voglia, una che compra troppo, una che rimanda.
Perché alla fine il frigorifero perfetto non ci interessa davvero. Quello che ci piace è pensare che dietro il frigorifero perfetto ci sia qualcuno che ogni tanto apre la porta, guarda dentro e dice la frase più sincera che esista nel mondo del cibo:
“mah… vediamo cosa c’è”.